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Michelina Giraudo (Roccavione [CN], il 15.11.1934) ha perso rapidamente la vista nell’infanzia per malattia congenita della retina, il che l’ha costretta a studiare avvalendosi del metodo Braille. Molto dotata per la musica e sorretta da straordinaria tenacia, ha conseguito con risultati brillanti tre diplomi: nel 1957 in pianoforte presso il conservatorio A. Boito di Parma, nel 1959 in canto corale presso il conservatorio G. Verdi di Milano, nel 1968 in organo e composizione organistica presso il conservatorio G. Verdi di Torino. Ha insegnato in scuole di vario ordine e grado, approdando nel 1978 alla cattedra di pianoforte principale presso l’allora sezione di Cuneo del conservatorio G. Verdi di Torino, oggi conservatorio G. Ghedini di Cuneo, incarico che ha lasciato nel 1997 per il passaggio alla pensione. Ha servito varie comunità accompagnando le funzioni come organista, attività nella quale destava stupore e ammirazione la sua straordinaria capacità di improvvisare brani suggestivi e in grado di favorire la meditazione. La sua profonda sensibilità religiosa l’ha portata a realizzare una vasta produzione di canti liturgici, dei quali ha composto musica e testi. Ha concluso la sua esperienza terrena il 17 aprile 2014, giovedì santo, e ha ricevuto l’ultimo saluto delle persone care il 19 aprile, sabato santo. Per diffondere e condividere segni e simboli di un'avventura così importante, www.prexeucharistica.org dedica questa sezione del sito a un esempio tutt'oggi necessario di superamento concreto delle barriere fisiche e psicologiche, senza per questo perdere l'occasione di usufruire, anche tecnicamente, di un patrimonio musicale realizzato e avvolto dall'abbraccio intenso e universale della Fede.

Qui al pianoforte
ho la mia tela,
i miei pennelli,
i colori di un’iride sognata. Lo tocco,
e con le corde docili
appendo al cielo grappoli di nuvole,
scavo solchi d’angoscia,
mi esalto, rido,
e canto e sogno. Poi ritiro le mani:
il quadro si dilegua
come la luna
sul far del giorno,
e io assaporo
un flusso d’armonia che mi riscalda,
segreto,
tutto mio.

(Michelina Giraudo, La tela)