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LA SETTIMANA SANTA IN TEMPO DI PANDEMIA DIDATTICA A DISTANZA / DAD

Sono disponibili sei Video-Conferenze, suddivise (per esigenze pratiche) in 16 trasmissioni della durata di 30 minuti circa.

- DOMENICA DELLE PALME: 1-2 (antico rituale di intronizzazione regale)

- GIOVEDÌ SANTO: 3-4
(Cena pasquale ebraica);
5-7 (Ultima Cena)

- VENERDÌ SANTO: 8-10 (Calvario);
11-13 (Messa)

- VEGLIA PASQUALE: 14-15
(ascendenze);
16 (Exultet)

 

La Terza edizione del Messale Italiano alla luce della sua storia: tra "sana tradizione" e "legittimo progresso". Spunti di riflessione sulla liturgia nel post-concilio

 

 


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Articolo in LA FEDE E IL CONTAGIO. NEL TEMPO DELLA PANDEMIA, a cura di Luigi Alici & Giuseppina De Simone & Piergiorgio Grassi, AVE, Roma maggio 2020

LINK per scaricare tutta la pubblicazione

INDICE CLICCABILE (da ogni titolo basta un clic per arrivare all'articolo corrispondente)


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Sono disponibili sei Video-Conferenze, suddivise (per esigenze pratiche) in 16 trasmissioni della durata di 30 minuti circa.

LOCANDINA | VIDEOCONFERENZE | YOUTUBE


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L'INTERAZIONE DELLA LITURGIA CON GLI ORGANI DI SENSO ALLA LUCE DELLE MISTAGOGIE DEI PADRI
(Cesare Giraudo)

 

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Esercizi Spirituali
alla scuola della Bibbia, della Liturgia e dei Padri

SAN PIETRO DEL GALLO (CN)
3-6 gennaio 2020

Sussidi complementari per quanti hanno partecipato
(per accedere ai documenti clicca sul Gallo)

 

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FORMAZIONE PERMANENTE
CVX – Leone XIII – Milano (22 settembre 2019)

PowerPoint in pdf: Prima Parte (dal Dialogo Invitatoriale al Sanctus)

PowerPoint in pdf: Seconda Parte (dal Post-Sanctus all'Amen finale)

Video su YouTube

Per chi volesse saperne di più sulla teologia della Messa:
http://prexeucharistica.org/it/MISTAGOGIA.php


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SABATO 7 SETTEMBRE 2019 – MATTINA

SABATO 7 SETTEMBRE 2019 – POMERIGGIO

DOMENICA 8 SETTEMBRE 2019 – MATTINA

DOMENICA 8 SETTEMBRE 2019 – POMERIGGIO


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Rubrica di
CULTURA
& INCULTURAZIONE

in preparazione
al viaggio apostolico di
PAPA FRANCESCO
IN MADAGASCAR

(6-7-8 settembre 2019)


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LA MISTAGOGIA DELLA MESSA
«PER RITUS ET PRECES»
(attraverso i riti e le preghiere)

Rubrica di
PASTORALE LITURGICA
(postata lunedì e venerdì sera)


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“SACROSANCTUM CONCILIUM”
NEGLI INTERVENTI
DEI PADRI ORIENTALI
(C. Giraudo)

Palermo, Facoltà Teologica, 10-11 maggio 2019

1. Oriente & Occidente: dall’apertura alla chiusura e infine alla riapertura
2. Il contributo dei Patriarchi e Vescovi orientali a “Sacrosanctum Concilium”
3. A che punto è in Oriente e in Occidente il restauro dell’edificio liturgico?

Schema Relazione Giraudo (con allegato questionario per esame di coscienza)

Giraudo_Sacrosanctum Concilium orientale_Slides

VIDEO CONFERENZA

Il Pontificio Istituto Orientale nel grandioso disegno di Benedetto XV e Pio XI (Quaderni della Brianza 2018)


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VIDEO CONFERENZA

Historique d'une recherche sur la genèse et la structure de la Prière eucharistique
(C. Giraudo) *** Lundi 18 mars 2019

SLIDES

SCHÉMA

La Prière eucharistique, cette inconnue...
La redécouverte de l'Eucharistie
"per ... preces" (à partir des ... prières)
(C. Giraudo) *** Mardi 19 mars 2019

SLIDES

SCHÉMA

L'épiclèse eucharistique: un pont œcuménique entre l'Orient et l'Occident – SLIDES

 

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Se la Riforma liturgica,
voluta dal Concilio,
ci ha fatto dono delle tre Letture
del Lezionario Domenicale e Festivo,
l’ha forse fatto perché nell’omelia
ci limitassimo sistematicamente
a una sola?

 

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Il Pontificio Istituto Orientale nel grandioso disegno dei suoi co-fondatori: Benedetto XV e Pio XI.
Una retrospettiva nel Centenario della fondazione

(Cesare Giraudo)

1. Oriente e Occidente: un millennio di mutua e pacifica apertura
2. Oriente e Occidente: un altro millennio di unilaterale e progressiva chiusura
3. Prodromi di riapertura: Leone XIII e il Congresso eucaristico di Gerusalemme
4. La fondazione dell’Istituto Orient. ad opera di Benedetto XV: un progetto lungimirante su basi incerte

4.1. L’Istituto Orientale nasce con una dichiarata apertura ecumenica
4.2. L’Istituto Orientale nasce con due anime
4.3. L’Istituto Orientale nasce con un corpo docente eterogeneo
4.4. L’Istituto Orientale nasce senza una sede propria
4.5. L’Istituto Orientale nasce senza autonomia accademica
4.6. Povero Schuster: quante pressioni ha dovuto sopportare!
5. Pio XI porta a compimento l’opera intrapresa dal suo Predecessore
5.1. Pio XI affida l’Istituto Orientale alla Compagnia di Gesù
5.2. Pio XI assegna all’Istituto Orientale una sede all’Esquilino
5.3. Pio XI scrive un’enciclica sulla promozione degli studi orientali
5.4. Pio XI consocia il Biblico e l’Orientale all’Università Gregoriana
5.5. Pio XI fonda il Collegio “Russicum” accanto all’Orientale
5.6. Pio XI sollecita la rimozione degli ostacoli ecumenici
5.7. Pio XI sollecita specifici ordinamenti operativi per l’Istituto Orientale
5.8. Pio XI sollecita l’istituzione nei Seminari della giornata “pro Oriente Christiano”
6. I messaggi di Papa Francesco per il Centenario del Pontificio Istituto Orientale

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TEOLOGIA E PREGHIERA EUCARISTICA (C. Giraudo)
Per una soluzione della controversia sull’epiclesi

(Quaderno 4047 / 2-16 febbraio 2019)

1. I latini all’attacco
2. La brillante difesa di due illustri bizantini
3. Come preghiamo, così dobbiamo credere
4. La modalità della consacrazione come “perfectio” sacramentale
5. L’istante della consacrazione come tempo sacramentale
6. Cari latini e cari bizantini...

 

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XI Corso di Formazione e Aggiornamento: Gestione Sanitaria degli Incidenti Maggiori
« EMERGENZE: TRA STRAORDINARIETÀ E QUOTIDIANITÀ »

Sabato 6 ottobre 2018
dalle ore 8.30 alle ore 17.30
Giornata di Studio presso Centro Congressi "Casa Regina Montis Regalis" – Piazza Carlo Emanuele I n.4, Santuario di Vicoforte (CN)

– Invito a evento scientifico

– Locandina

– Pieghevole_Lato A

– Pieghevole_Lato B

«I fratelli di Abele» (Michelina Giraudo, Accorderò la cetra per cantare... oltre le umane brume, Lilamé | Valore Italiano 2015, pag. 104)

 

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«In unum corpus».
Tratado mistagógico sobre la Eucaristía

Este Tratado mistagógico sobre la Eucaristía —el primero en su género— se propone conducir al lector al descubrimiento de la plegaria eucarística, que hoy, por desgracia, a cincuenta años de la reforma litúrgica, todavía se presenta como «la gran desconocida». Es momento de volver a estudiar la Eucaristía como se hacía en tiempo de los Padres, es decir, «en la Iglesia»; con los ojos fijos en el altar, con los oídos puestos en aquella plegaria con la que la Iglesia ha celebrado desde siempre la Eucaristía. Solo a través de una lectura comparada de sus exuberantes formulaciones de Oriente y de Occidente es posible comprender la Eucaristía como interacción dinámica entre los dos cuerpos de Cristo, el «cuerpo sacramental» y el «cuerpo eclesial».


Traducido del original italiano («In unum corpus». Trattato mistagogico sull'eucarisiía) por José Luis Albares.

 

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Qu’est-ce que la confession ?
Comment se confesser ?
Questions que se posent beaucoup de chrétiens aujourd’hui, ou qu’il devient urgent de se poser à nouveaux frais. L’éclairage, à la fois liturgique, théologique et pastoral, apporté par le P. Cesare Giraudo, fait redécouvrir le sacrement dans toute sa richesse.
Nourri par sa connaissance de la liturgie des Églises d’Orient comme de l’ancienne tradition de l’Église d’Occident, il montre notamment que la « confession » n’a pas que nos infidélités pour objet.
La grâce du sacrement n’est-elle pas d’abord de confesser le Seigneur toujours fidèle ?


Les Éditions des Quatre Vivants / Novembre 2017
Monastère N.D. de la Sainte Espérance – Mesnil Saint Loup / www.editionsquatrevivants.com

Photo de couverture:Christ de l'église St-Pantaléon, Troyes (XVIe)
Guillaume Peyroche d''Arnaud

 

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"MAGNUM PRINCIPIUM"
E L'INCULTURAZIONE LITURGICA NEL SOLCO DEL CONCILIO

(C. Giraudo, in CivCat 2017 IV 311-324 | 4018)

1. Dio e l'assemblea, ovvero la sorpresa di parlare la stessa lingua
2. "Liturgiam authenticam": tra pregi e limiti
3. La ridistribuzione delle competenze tra centro e periferia
4. Ulteriore intervento interpretativo e successiva autorevole risposta
5. La continuità della riforma liturgica nel solco tracciato dal Concilio

SOMMARIO – Con il motuproprio Magnum principium Papa Francesco, preoccupato di ridefinire i rapporti tra la Sede Apostolica e le Conferenze episcopali in una materia particolarmente delicata e sentita, ha restituito a queste «il diritto e il compito» (ius et munus) sulla traduzione dei libri liturgici. Per fare ciò ha dovuto riallineare il canone 838 del codice, e altri documenti complementari, con la normativa conciliare. A beneficiare del provvedimento sulle traduzioni sarà sicuramente l’inculturazione liturgica, destinata ad apportare linfa sempre nuova al patrimonio della Chiesa in preghiera. L’Autore è docente emerito di Liturgia e di Teologia nell’Istituto Orientale di Roma, e membro ordinario della Pontificia Accademia di Teologia.


Se prima dell' «Umile contributo per una migliore e giusta comprensione del Motu Proprio ‘Magnum Principium’» — intervento che peraltro nessuno poteva prevedere — chi voleva comprendere, già aveva compreso la mens del Legislatore, ora non vi è più spazio per ulteriori interpretazioni riduttive.

[...] Poiché la discussione qui sollevata va ben oltre la materialità delle traduzioni, giacché coinvolge il rapporto tra la Santa Sede e le Conferenze episcopali – potremmo dire: tra competenza centrale e competenze periferiche –, proviamo a riassumere, in otto successivi passaggi, le puntualizzazioni del Pontefice in merito alle interpretazioni proposte.

(1) Anzitutto si evidenzia «l’importanza della netta differenza che il nuovo MP stabilisce tra recognitio e confirmatio, ben sancita nei §§ 2 e 3 del can. 838, per abrogare la prassi, adottata dal Dicastero a seguito del Liturgiam authenticam (LA)».

(2) Si fa presente che «il nuovo can. 838, attraverso la distinzione tra recognitio e confirmatio, asserisce la diversa responsabilità della Sede Apostolica nell’esercizio di queste due azioni, nonché quella delle Conferenze episcopali».

(3) Segue una precisazione importante: «Il Magnum principium non sostiene più che le traduzioni devono essere conformi in tutti i punti alle norme del Liturgiam authenticam, così come veniva effettuato nel passato. Per questo i singoli numeri di LA vanno attentamente ri-compresi, inclusi i nn. 79-84, al fine di distinguere ciò che è chiesto dal codice per la traduzione e ciò che è richiesto per i legittimi adattamenti. Risulta quindi chiaro che alcuni numeri di LA sono stati abrogati o sono decaduti nei termini in cui sono stati ri-formulati dal nuovo canone del MP (ad es. il n. 76 e anche il n. 80)».

(4) Di conseguenzale Conferenze episcopali ricuperano la piena competenza sulle traduzioni, vale a dire «la facoltà di giudicare la bontà e la coerenza dell’uno e dell’altro termine nelle traduzioni dall’originale, se pure in dialogo con la Santa Sede».

(5) Altra conseguenza: quando non si tratta di «formule rilevanti, come [...] le Preghiere Eucaristiche e in particolare le formule sacramentali approvate dal Santo Padre», la confirmatio si limita a verificare «che tutte le parti che compongono l’edizione tipica siano state tradotte».

(6) Si ricorda che «il fideliter del § 3 del canone implica una triplice fedeltà: al testo originale in primis, alla particolare lingua in cui viene tradotto e infine alla comprensibilità del testo da parte dei destinatari».

(7) Si precisa che la nuova recognitio esercitata dal Dicastero sugli adattamenti, nonché sulla traduzione delle formule rilevanti, «indica soltanto la verifica e la salvaguardia della conformità al diritto e alla comunione della Chiesa».

(8) Infine si dichiara l’impossibilità di caricare sulla confirmatio la finalità della vecchia recognitio circa la fedeltà delle traduzioni. [...]

Il riallineamento conciliare operato dal MP Magnum Principium stabilisce dunque che la traduzione dei testi liturgici è nuovamente IUS ET MUNUS delle Conferenze episcopali, esattamente come avevano inteso i padri conciliari.


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IL SACRO. Congresso inter-facoltà Sant'Anselmo (9-10 ottobre 2017)

Cesare Giraudo
Sacro & Sacrificio: categorie obsolete o costanti teo-antropologiche? Approccio liturgico a partire dalla Religione Tradizionale Africana

 

 

In occasione del Centenario del “Pontificio Istituto Orientale” (1917-2017), seguendo l’esempio dello scriba del Vangelo che «estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche (nova et vetera)» (Mt 13,52), si è deciso di mettere a disposizione degli Studiosi in versione elettronica (Ebook) alcune opere storiche della produzione scientifica del P.I.O. Inaugurano la Collana digitale i sette fascicoli di “Anaphorae Syriacae”.

Per agevolare la lettura sinottica del testo siriaco e della traduzione latina è necessario, per chi si avvale del tablet, utilizzare/bloccare il supporto nella posizione orizzontale.

Nell'elaborazione a colori delle singole pagine si è voluto mantenere di proposito il tratto “anticato” di una pubblicazione iniziata nel 1939. I sette fascicoli originari sono tutti contrassegnati da una grande acribia nella cura del testo siriaco e dell’intero apparato critico, cui però si accompagna una notevole debolezza di impaginazione, in quanto – a causa della piegatura dei quaterni effettuata a mano – le pagine sono spesso non allineate. A questo limite si è cercato, nella presente edizione digitale, di rimediare nella misura del possibile.

Cesare Giraudo sj Curatore dell’edizione digitale di “Anaphorae Syriacae”

 

VOLUMEN I - FASCICULUS 1 (1939)

Introductio: 1) De Anaphora Syriaca; 2) Nomina Auctorum; 3) Codices et Tabula Anaphorarum; 4) Editiones; 5) Versiones; 6) De normis edendi (ALPHONSUS RAES)

1) Anaphora Syriaca Timothei Alexandrini, quam edidit et vertit Adolphus Rücker
2) Anaphora Syriaca Severi Antiocheni, quam edidit et vertit Humphridus Gulielmus Codrington

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VOLUMEN I - FASCICULUS 2 (1940)

3) Anaphora Syriaca Gregorii Nazianzeni, quam edidit et vertit Irenaeus Hausherr
4) Anaphora Syriaca Ioannis Chrysostomi, quam edidit et vertit Humphridus Gulielmus Codrington
5) Anaphora Syriaca Duodecim Apostolorum Prima, quam edidit et vertit Alphonsus Raes
6) Anaphora Syriaca Duodecim Apostolorum Secunda, quam edidit et vertit Alphonsus Raes

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VOLUMEN I - FASCICULUS 3 (1944)

7) Anaphora Syriaca Dioscori Alexandrini Prima, quam edidit et vertit Gulielmus de Vries
8) Anaphora Syriaca Dioscori Alexandrini Secunda, quam edidit et vertit Gulielmus de Vries
9) Anaphora Syriaca Cyrilli Hierosolymitani vel Alexandrini, quam edidit et vertit Alphonsus Raes
Indices Voluminis Primi, id est Fasciculorum Primi, Secundi et Tertii


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VOLUMEN II - FASCICULUS 1 (1951)

10) Anaphora Syriaca Iacobi Sarugensis Prima, quam edidit et vertit Humphridus Gulielmus Codrington
11) Anaphora Syriaca Iacobi Sarugensis Secunda, quam edidit et vertit Humphridus Gulielmus Codrington
12) Anaphora Syriaca Iacobi Sarugensis Tertia, quam edidit et vertit Humphridus Gulielmus Codrington
13) Anaphora Syriaca Ioannis Sabae, quam edidit et vertit Alphonsus Raes


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VOLUMEN II - FASCICULUS 2 (1953)

14) Anaphora Syriaca Sancti Iacobi Fratris Domini, quam edidit et vertit Odilo Heiming
15) Anaphora Syriaca Minor Sancti Iacobi Fratris Domini, quam edidit et vertit Alphonsus Raes
16) Anaphora Syriaca Gregorii Ioannis, quam edidit et vertit Alphonsus Raes


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VOLUMEN II - FASCICULUS 3 (1973)

17) Anaphora Syriaca Caelestini Romani, quam edidit et vertit Humphridus Gulielmus Codrington
18) Anaphora Syriaca Sancti Petri Apostoli Tertia (seu Sarrar), quam edidit et vertit Josephus Maria Sauget
19) Anaphora Syriaca Sancti Thomae Apostoli, quam edidit et vertit Alphonsus Raes


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VOLUMEN III - FASCICULUS 1 (1981)

20) Anaphora Syriaca Ioannis Bostrensis, quam edidit et vertit Humphridus Gulielmus Codrington
21) Anaphora Syriaca Iacobi Edesseni, quam edidit et vertit Alphonsus Raes
22) Anaphora Syriaca Iulii Papae, quam edidit et vertit Alphonsus Raes


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LA RIFORMA LITURGICA A 50 ANNI DAL VATICANO II
«Parlare di “riforma della riforma” è un errore»
Cesare Giraudo S.I.

1. Di riforme liturgiche ce ne sono sempre state
2. Il sogno di Pio V: riportare il messale “ad pristinam sanctorum Patrum normam”
3. Il messale di Paolo VI: il coronamento di un sogno
4. La riforma liturgica: tra luci e ombre
5. La riforma liturgica: opinioni a confronto


SOMMARIO – Rinunciando ad assumere il messale di Pio V come punto di partenza, è possibile vedere nel messale di Paolo VI la realizzazione del sogno di Pio V, quello cioè di riportare il messale ad pristinam sanctorum Patrum normam. È dalla tradizione dei Padri che occorre procedere per una corretta ermeneutica della continuità. «Parlare di “riforma della riforma” è un errore», ha detto di recente papa Francesco. Considerando dunque impossibile aderire all’appello a riorientare gli altari verso l’abside, come qualcuno ha suggerito, nell’articolo vengono sottolineate due urgenze: il recupero della dimensione sacrale della liturgia e l’impegno per la formazione liturgica. La riforma liturgica è da curare meglio, ma non certo da sopprimere.

 

AL BALLO, AL BALLO!

Non sa delle stagioni
l’albero giovane:
offre i suoi rami ai baci della brezza,
beve sorsi di luce,
gonfia di linfa le nascoste vene.

«Al ballo, al ballo!».
Non c’è tempo per l’abito di gala.
Lo investe il vento
e la sua chioma in vortice trascina.

E ridono le foglie,
minuscole baccanti scatenate;
ridono e non sanno
che sia una coppa colma.
Poi muta il vento,
a un tratto le abbandona
al loro sonno.

«Al ballo, al ballo!».
Altre foglie,
altre danze,
altro sonno.

 

Michelina Giraudo, ACCORDERÒ LA CETRA PER CANTARE... Oltre le umane brume, Lilamé 2015, p. 66

Analisi letteraria delle Poesie di Michelina Giraudo. Per scaricare il PDF GRATUITO clicca qui

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LA VEGLIA

Un tempo,
quando l’autunno scivolava rapido
verso il rigido inverno
e la campagna si copriva di neve
per dormire,
e le sere si facevano assai lunghe,

allora, al caldo fiato delle bestie,
iniziavan le veglie i contadini.
Mi piaceva la nonna con il fuso
che girava veloce, quasi a volo,
e mi piaceva il nonno che sedeva
sulla paglia odorosa a riposare.

Ma soprattutto amavo quelle fiabe
che ogni sera qualcuno raccontava:
«Un tempo
in un vecchio castagno c’era un uscio;
chi ci entrava trovava una scaletta
e giù, fino a un magnifico castello...».

«Un tempo
qui da noi comandavano le masche,
un po’ fate e un po’ streghe — si diceva —.
Usavano carrozze con le ali,
mangiavano ciliegie in pieno inverno».
Le ciliegie... Ah sì, che buon sapore!

Intanto si chiudevano i miei occhi,
la mamma mi portava a casa in braccio
e nel sogno volavo con le masche
verso prati fioriti in pieno inverno.
Scendevo la scaletta nel castagno
e, arrivata al castello, mi svegliavo.

Un tempo
si faticava e si penava tanto,
ma rimaneva un posto per le fiabe.

Michelina Giraudo, “SOTTO UNA TENDA RICAMATA A STELLE. Fiabe in versi”, Illustrazioni di Sally Cavalleri (a cura di Rita e Maria Luisa Giraudo), Edizioni Lilamé™ 2015, p. 7